Corte Cass., Sez., V, 26606 del giorno 11 giugno 2018

Corte Costituzionale Sentenza _115_2018

Corte-Costituzionale-Sentenza_41_2018

Cass. Penale, Sez. I, 11 gennaio 2017, n. 3820

Non è ammissibile il ricorso per Cassazione, ai sensi dell’art. 591 c.p.p., se la cancelleria del giudice a quo omette di indicare il nome di colui che l’ha presentato. Infatti, come risulta chiaramente dall’art. 582, co. 1, c.p.p., richiamato dalla disposizione relativa ai casi di inammissibilità, «Il pubblico ufficiale addetto vi appone l’indicazione del giorno in cui riceve l’atto e della persona che lo presenta, […]».

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«L’appello – al pari del ricorso per cassazione – è inammissibile per difetto di specificità dei motivi, quando non risultano esplicitamente enunciati e argomentati i rilievi critici rispetto alle ragioni di fatto o di diritto poste a fondamento della sentenza impugnata». Le Sezioni Unite, con la sen. 26 ottobre 2016, n. 8825, hanno sciolto il nodo sull’ammissibilità delle impugnazioni “estrinsecamente prive di specificità”, ridimensionando l’approccio del favor impugnationis. Il 23 febbraio sono state depositate le motivazioni.

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L’istituto della recidiva obbligatoria, previsto per i delitti elencati all’art. 407, comma 2, lett. a c.p.p., ha subìto la censura dal giudice costituzionale (Corte cost., 23 luglio 2015, n. 185) per violazione degli artt. 3 e 27 C. Tale istituto era disciplinato dall’art. 99, comma quinto, c.p., attraverso le parole “è obbligatorio e,”, ora espunte, così che per i delitti sopra richiamati non vale più la presunzione assoluta di pericolosità sociale. In breve, viene generalizzato il meccanismo della recidiva facoltativa e, pertanto, l’accertamento dei requisiti di maggiore colpevolezza e pericolosità sociale verrà svolto caso per caso dal giudice, senza alcun tipo di automatismo.

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L’apertura della terza sezione civile della Corte di cassazione (sentenza n. 2014/1361) al risarcimento del danno non patrimoniale da perdita della vita (detto anche “danno tanatologico”), e alla relativa trasmissibilità iure successionis, non è stata confermata dalle Sezioni Unite. Nella sentenza 22 luglio 2015, n. 15350, viene ripristinato l’orientamento secondo il quale è risarcibile solo il danno da lesione, quale offesa al bene salute, e non anche un’ulteriore e indipendente voce di danno legata alla perdita del bene vita.

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La Cassazione a Sezioni Unite si è espressa a proposito della tangibilità del giudicato a seguito di declaratoria di incostituzionalità di una norma penale incisiva sul trattamento sanzionatorio. Nella pronuncia in questione, ai giudici di legittimità è stato sottoposto il ricorso della procura di Napoli contro una sentenza del tribunale, che aveva negato la rideterminazione della pena ad un condannato con recidiva per piccolo spaccio.

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